Zoo di Taiz, Yemen: 265 animali stanno morendo di fame

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Si sa che negli zoo gli animali non hanno vita facile, ma nello Yemen, precisamente nella città di Taiz, vi è uno zoo in cui gli animali stanno letteralmente morendo di fame. E’ il Taiz Zoological Garden che ospita molte specie animali, tra cui  28 leopardi d’Arabia e 19 leoni.

Zoo di Taiz, Yemen: animali innocenti pagano la follia dell’uomo

Le difficoltà per gli animali ospiti dello Zoo di Taiz sono iniziate con lo scoppio della guerra civile nel marzo del 2015 che vede contrapposte le forze dell’esercito del governo legittimo contro i ribelli Huthi.

In questo clima di emergenza, il governo ha deciso di tagliare i fondi necessari alla sopravvivenza degli animali presenti nello zoo e di interrompere il pagamento degli stipendi agli addetti che, per garantire il sostentamento alle loro famiglie, hanno così dovuto abbandonare gli animali al proprio destino.

Alcuni di loro hanno però continuato a recarsi allo zoo, rischiando la vita essendo nel frattempo la città diventata teatro di scontro tra le due fazioni, per portare un po’ di cibo ed acqua agli animali.

Ovviamente quel poco che riuscivano a trovare non bastava a sfamare a sufficienza tutti gli animali e così nel Febbraio 2016 la situazione era tragica: 11 leoni e 6 leopardi morti e gli altri animali stremati.

Nessuna notizia però trapelava e quindi nulla si sapeva della disperata situazione di questi poveri animali. In quello stesso periodo ha però  iniziato a circolare in internet la foto di un leopardo di Arabia, specie a rischio estinzione ( ne esistono solo 80 al mondo di cui 28 proprio nello zoo di Taiz), che per sopravvivere si cibava del suo compagno morto.

Questa foto ha colpito molto profondamente la svedese Chatal Jonkergouw, che gestisce l’organizzazione SoS Zoo and Bear Rescue, che si è  subito attivata  per cercare di aiutare questi sfortunati animali.

Zoo di Taiz: i tentativi di aiuto

L’organizzazione ha lanciato una raccolta fondi che in 10 mesi ha raccolto ben 130.000 dollari riuscendo a garantire cibo, acqua e cure fino ad oggi ( dicembre 2016).

In seguito all’inasprimento del conflitto ed al rischio che lo zoo venga bombardato, la Jonkergouw ha avviato trattative col governo per poter trasferire gli animali in una zona più sicura. In tal senso si sono dichiarati disponibili a prendersi in carico gli animali sia la Princess Alia Foundation in Giordania, che il Breeding Centre for Endangered Arabian Wildlife in Arabia Saudita.

Il governo yemenita, forse temendo con il trasferimento di perdere per sempre i rari esemplari di Leopardo d’Arabia, si è però mostrato contrario al trasferimento.

Secondo alcune fonti la Jonkergouw avrebbe allora interrotto gli aiuti allo zoo nel tentativo di mettere alle strette il governo e costringerlo ad accettare gli accordi, rischiando altrimenti di perdere comunque i preziosi animali.

Le insistenze della Jonkergouw  hanno però infastidito il governo che, invece di cedere, le ha revocato il permesso di aiutare lo zoo, dichiarando che gli enti preposti sono perfettamente in grado di gestirlo.

Il contatto locale della Jonkergouw ha però smentito tale affermazione, comunicando che la situazione è di nuovo tragica e che ben presto gli animali si ritroveranno nella disperata condizione  in cui versavano a Febbraio, prima dell’intervento dell’associazione svedese.

La Jonkergouw ha subito numerose critiche e attacchi per la sua decisione di interrompere gli aiuti allo zoo ed ha così comunicato ieri sulla pagina facebook dell’associazione di aver affidato all’associazione A Lion Heart, che già collaborava con lei nel progetto, la continuazione delle trattative col governo e la raccolta fondi.

Per garantire il minimo indispensabile a queste creature occorrono circa 4000 dollari a settimana ed i fondi raccolti sono ormai agli sgoccioli (pochi giorni fa sulla pagina facebook della SOS Zoo and Bear Rescue si parlava di un residuo di 10,000 dollari).

La raccolta fondi verrà quindi  portata avanti da A Lion Heart  nella speranza che presto il governo consenta la ripresa degli aiuti. La Jonkergouw continuerà comunque a seguire la vicenda ed a prestare tutto l’aiuto ed il sostegno necessario.

Nell’improbabile ipotesi che il governo accetti il trasferimento degli animali, sarà tuttavia difficile che i ribelli permettano l’ingresso di incaricati dell’Arabia Saudita per il prelevamento, poiché l’ Arabia appoggia politicamente il governo legittimo di Abd Rabbuh Mansur Hadi.

Si spera quindi in un possibile intervento della Giordania, ma anche questa soluzione sarebbe di difficile attuazione a causa della pericolosità della zona, teatro continuo di scontri.

E mentre gli uomini si fanno la guerra gli animali, senza cibo a sufficienza dal 16 dicembre, stanno lentamente morendo.

Oltre a rischiare la morte per fame queste creature stanno sviluppando anche psicosi e stereotipie, molti infatti camminano incessantemente avanti e indietro o in circolo nelle gabbie, e si sono verificati altri casi di cannibalismo.

Per informazioni aggiornate e per dare un aiuto visitate il sito:  http://www.alionsheart.org/

Zoo di Taiz, Yemen: le tragiche foto delle condizioni in cui versano gli animali

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Il leopardo D'Arabia si ciba del compagno morto
Il leopardo D’Arabia si ciba del compagno morto
La situazione dello zoo di Taiz a Febbraio 2016, prima dell'intervento della Sos Zoo and Bears Rescue
La situazione dello zoo di Taiz a Febbraio 2016, prima dell’intervento della Sos Zoo and Bears Rescue

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L’anomalo comportamento di uno dei leopardi dello zoo di Taiz

 

 

Articolo di Musetti Sabrina riproduzione vietata.        Protected by Copyscape

Fonte foto: SoS Zoo and Bear Rescue facebook page

 


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