STELLA, storia di un’altra “speciale” anima a 4 zampe

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STELLA, storia di un’altra “speciale” anima a 4 zampe

(brano tratto dal Libro Tigro-Diario di un gatto felv)’
Stella

Quello di Marzo 2009 fu un mese di arrivi pelosi nella nostra famiglia.

Infatti l’8 Marzo, solo qualche giorno prima di Nerina, era entrata nella mia vita Stella, una splendida cagnolona incrocio husky.

Prima di iniziare il volontariato attivo avevo pensato di rendermi utile agli animali in difficoltà creando un sito su cui raccogliere gli annunci relativi a cani e gatti in cerca di casa nella mia città. Era così nato nel Gennaio 2009 il sito cerca-mici.it.

Ogni giorno esaminavo ed inserivo decine di foto e storie di poveri animali sfortunati che venivano abbandonati da padroni incoscienti e stupidi, rattristandomi per ognuno di loro e gioendo poi alla notizia della loro adozione.

Un giorno mi imbattei nella foto di una meticcia incrocio husky e guardando quella foto, anche se non sapevo nulla della sua storia e non l’avevo mai vista prima, sentii nascere un sentimento particolare nei suoi confronti. Era sì di una bellezza che catturava l’attenzione, ma avevo visto molti altri bellissimi cani e non mi era mai successa una cosa simile. C’era qualcosa nei suoi occhi, nel suo sguardo, che mi colpì in modo particolare. Sentivo il bisogno irrefrenabile di fare qualcosa di più per lei e non limitarmi ad un annuncio sul sito, ma avendo già Lulù, una cagnolina anziana e per di più cieca, era impensabile l’idea di prenderla con me.

Eppure sentivo che qualcosa potevo e dovevo fare.

Chiamai l’associazione che aveva diffuso il suo appello, mi spiegarono che la piccola, che aveva circa sei mesi, era stata trovata,spaventata e tremante, in un parcheggio, probabilmente abbandonata da poco. Era stato portata subito in canile ma non mangiava e mostrava segni di depressione e grande sofferenza in quell’ambiente, così gli operatori avevano contattato la loro associazione per riuscire a trovarle una soluzione migliore.

Stella, questo il nome che le era stata dato in canile, era stata così portata in stallo a casa di un volontario che però poteva tenerla solo per qualche giorno passati i quali non sapevano più dove sistemarla e quindi con molta probabilità sarebbe dovuta tornare in canile. Non potevo permetterlo!

Non riuscii a trattenermi e, senza pensarci neppure un attimo e senza neppure consultarmi con Marco, mi offri di tenerla da me in attesa dell’adozione e mi accordai per andare a prenderla il pomeriggio stesso.

Ero già in auto quando ricevetti una telefonata: Stella era scappata e di lei non vi era più traccia. La mia delusione fu enorme, volevo aiutare quel cane, dovevo.

Quella notte vi fu un violentissimo temporale e non riuscii a dormire al pensiero che Stella fosse là fuori sola e spaventata. Com’era possibile preoccuparsi tanto per un cane visto solo in una fotografia? Eppure era così!

Il giorno successivo ricontattai le volontarie dell’associazione per avere notizie, ma di Stella ancora nessuna traccia. Dopo due giorni, affamata e stanca, fortunatamente si ripresentò al cancello del volontario che l’aveva tenuta in stallo e la mattina successiva, l’8 marzo 2009, arrivò finalmente a casa mia.

Stella varcò il cancello con la coda tra le gambe e quando feci per avvicinarmi si nascose dietro la volontaria che l’aveva accompagnata, allora provò Nadine e con lei si dimostrò meno timorosa, i bambini le piacevano, gli adulti un po’ meno.

Corsi in casa, aprii il frigorifero e mi riempii le mani di bocconcini di prosciutto e salame, tornai fuori e quando mi avvicinai di nuovo, il suo timore nei miei confronti era improvvisamente svanito.

Quando i volontari, espletate le pratiche per l’affidamento temporaneo, se ne andarono, Stella si accovacciò in un angolo. Era stanca, gli occhi le si chiudevano ma non si lasciava vincere dal sonno: era ancora troppo presto per fidarsi di quegli umani sconosciuti!

Nel primo pomeriggio però il sonno la sopraffece e dormì tutto il giorno, probabilmente sentiva di essere ormai al sicuro.

In un solo giorno, con la sua dolcezza, conquistò subito anche Marco e così la sera stessa chiamai l’associazione per comunicare che Stella aveva definitivamente trovato casa!

I primi giorni non furono facili perché era molto gelosa di Lulù e non le permetteva di mangiare o di avvicinarsi a noi, così la maggior parte del tempo dovevamo tenerle separate o vigilare attentamente: Lulù, anziana e cieca, (se ne andò il dicembre di quello stesso anno, lasciando un gran vuoto nei nostri cuori…) non poteva difendersi dagli attacchi di Stella. [Clicca qui per leggere la storia di Lulù]

Fu un mese difficile ma non mollai, e alla fine le due trovarono un loro equilibrio arrivando persino a condividere la cuccia.

Ma i problemi non erano finiti, anzi non erano neppure iniziati…

Un mattino, mentre ero in cortile a stendere la biancheria, vidi Stella cadere all’improvviso su un fianco ed iniziare a tremare convulsamente. Corsi da lei e mi si presentò uno spettacolo terribile: le zampe erano rigide e fredde come pezzi di ferro e le pupille risalivamo lentamente oltre le palpebre. Ero certa che stesse morendo.

Pensai che magari avesse ingoiato qualcosa che la stava strozzando così a forza le aprii la bocca e le infilai le dita in gola alla disperata ricerca di ciò che la stava soffocando senza però trovare nulla. Sapevo di non poter far niente per lei e piangendo la accarezzavo sussurrandole che non doveva morire, non poteva farmi ciò dopo appena un mese insieme, avevamo ancora tante cose da fare.

Non so quanto tempo passò, mi sembrò un eternità, ma alla fine le pupille tornarono al loro posto e le zampe si rilassarono, era ancora debole e non riusciva ad alzarsi, ma sembrava riprendersi.

Chiamai subito il veterinario che mi disse di portarla in ambulatorio perché poteva trattarsi di un avvelenamento. In auto un’altra crisi, terribile come la prima, ma anche quella passò e quando arrivammo dal veterinario era già in piedi.

Dopo averla visitata mi comunicò che si trattava di epilessia e mi spiegò che i cani che soffrono di questa malattia possono comunque vivere una vita normale se curati e tenuti sotto controllo.

Per scrupolo mi rivolsi anche ad un altro veterinario ma la diagnosi fu la stessa.

Non mi lasciai abbattere, certo sarebbe stato difficile, nonostante la cura le crisi non sarebbero mai cessate del tutto ed ogni volta sarebbe stato straziante, ma dopotutto la malattia poteva essere tenuta sotto controllo.

Capii allora il perché di quell’impulso che così fortemente mi aveva spinto verso di lei: Stella aveva bisogno di qualcuno che l’amasse al di là di ogni difficoltà, qualcuno che non si arrendesse davanti al primo ostacolo (come probabilmente aveva fatto la sua prima famiglia) ed il mio cuore aveva intuito, non appena la vide in quella fotografia, che quel qualcuno dovevo essere io!

Testo e foto di ©Sabrina Musetti, brano tratto dal libro “Tigro – Diario di un gatto felv, Una piccola GRANDE storia d’amore” (tutti i diritti riservati all’autore, riproduzione vietata senza citare la fonte).

Per sapere di più sul libro potete visitare la pagina relativa cliccando qui >>>

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Lulù, storia di una piccola cagnolina dall’anima vagabonda


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